Chiesa di San Giacomo Grissiano

Chiesa di San Giacomo

Una chiesetta da favola

La chiesa di S. Giacomo si trova lungo il cammino di pellegrinaggio medievale che portava da Appiano verso Grissiano, passando per Sirmiano di Sopra. Ancora oggi questo itinerario è molto apprezzato, tanto da essere definito il cammino di Santiago dell’Alto Adige. Chi desidera visitare la chiesetta in cima alla collina panoramica può anche arrivare in auto fino a Grissiano e percorrere a piedi l’ultimo tratto dell’itinerario. Lungo il percorso sono sistemate sette colonne luminose, opera dell’artista Christoph Gabrieli di Tesimo, ognuna dedicata a un sacramento.
Chiesa di San Giacomo Grissiano
Chiesa di San Giacomo Grissiano
Dio, essendo sommamente buono, non permetterebbe in nessun modo che nelle sue opere ci fosse del male, se non fosse tanto potente e tanto buono, da saper trarre il bene anche dal male.
Tommaso D’Aquino (1224 - 1274).
La chiesa venne consacrata nel 1142, come ricorda un’iscrizione al suo interno. Dopo circa 70 anni, l’abside e l’arco di trionfo vennero adornati da affreschi della scuola di Montemaria. La presenza di una sovrapposizione tra il tema della deesis bizantina (Maria, Cristo nella mandorla e Giovanni Battista), il Pantocratore in stile romanico e i simboli evangelici presente in questa chiesa sono un fatto rarissimo.

Le pitture sull’arco di trionfo mostrano il sacrificio di Abramo e, più in basso, le offerte sacrificali di Caino e Abele. Altri affreschi, come la Crocifissione, l’adorazione dei Re Magi e gli affreschi sulle pareti a nord e a sud, vennero realizzati attorno all’anno 1380, subito dopo la costruzione del campanile.

Secondo la tradizione popolare, i monti e le cime ritratte nelle pitture sono le Dolomiti. Ad ispirare l’autore sarebbe stata la stupenda vista del Catinaccio che si può ammirare dalla collina di S. Giacomo.

Caino e Abele
La rappresentazione dell'offerta sacrificale di Caino e Abele, che com’è usuale si trova sull'arco di trionfo prima dell'abside, è un elemento tipico delle pitture in stile romanico. Per la concezione del mondo di quel periodo, la rappresentazione simboleggia la divisione tra bene e male, che è vista come un atto della personale volontà. È questo un concetto centrale nell’arte romanica. Nel racconto biblico Dio accetta il sacrificio di Abele, mentre rifiuta quello di Caino. Tale rappresentazione da una parte fa riferimento al Giudizio Universale e dall’altra al sacrificio che avviene sull’altare durante la liturgia.
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